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Intervista a Paolo Ferrara: L’evoluzione dellโeccellenza irpina nelle chiusure civili e industriali
Patrick Salerno: Buonasera. Oggi vi raccontiamo la storia di un irpino che ha scelto di investire su se stesso e sul proprio territorio. Siamo ad Ariano Irpino per incontrare un ospite molto noto e conviviale. Benvenuto, Paolo.
Paolo Ferrara: Buonasera a tutti. Sono qui per raccontare lโesperienza della mia famiglia nel settore delle chiusure civili e industriali. La nostra produzione spazia dai piccoli avvolgibili domestici fino a soluzioni complesse come i portoni sezionali, le serrande industriali e le grandi chiusure per hangar aeroportuali.
PS: Riavvolgiamo il nastro. La vostra azienda รจ radicata ad Ariano Irpino sin dalle origini, corretto?
PF: Esattamente. Lโazienda รจ nata ufficialmente nel 1983 con mio padre, anche se lui aveva giร una lunga esperienza nel settore metalmeccanico. Dopo un periodo come emigrato a Stoccarda, ha scelto fortunatamente di rientrare nel nostro territorio. Oggi vantiamo oltre 40 anni di storia.
PS: Comโรจ cambiata lโazienda in questi quattro decenni?
PF: Ho ricordi nitidi di quando ero bambino: una piccola officina in uno scantinato, lโodore della saldatrice e della polvere di ferro. La “scintilla” รจ stata mio padre, ma lโevoluzione vera รจ arrivata con lโingresso di mio zio Antonio. Siamo passati dall’essere artigiani locali che servivano il circondario di Ariano a una realtร industriale. Abbiamo cambiato diverse sedi per necessitร di spazio; oggi la nostra vecchia sede in via SantโAntonio รจ una filiale dedicata alla vendita diretta, mentre il cuore produttivo si รจ spostato nella zona industriale di Camporeale, dove continuiamo ad ampliarci.
PS: Tu giravi per l’officina fin da piccolo. Hai sempre saputo che saresti rimasto nell’azienda di famiglia?
PF: ร stata una crescita fisiologica. Considero l’azienda come un “bambino” che ho visto crescere insieme a me. Ho vissuto ogni sacrificio e ogni difficoltร , assumendomi responsabilitร sempre maggiori con il passare degli anni.
PS: Cosa significa far crescere una realtร cosรฌ importante in un territorio complesso come l’Irpinia?
PF: Significa avere passione. Nonostante le criticitร logistiche della nostra zona, la famiglia Ferraro non ha mai pensato di andarsene. Ogni ampliamento รจ stato fatto qui ad Ariano, per una precisa volontร di restituire valore al territorio che ci ha dato fiducia sin dall’inizio.

PS: Parliamo delle foto che hai portato. Una ritrae tuo zio Antonio nel 1982. Cosa rappresenta per voi?
PF: Rappresenta l’affiatamento. Mio padre e mio zio hanno costruito tutto volendosi bene e crescendo insieme. All’epoca eravamo presenti alle prime fiere di settore. La nostra scelta strategica รจ stata quella di supportare i serramentisti, i fabbri e gli showroom, fornendo loro prodotti complementari. Oggi gestiamo anche commesse enormi, come gli hangar, che richiedono una struttura che le piccole aziende non possono garantire.
PS: C’รจ un’altra foto che ritrae la famiglia al completo: tuo padre, tuo zio e tuo fratello Massimiliano.
PF: Sรฌ, oggi siamo alla terza generazione. Mio fratello Massimiliano gestisce la parte commerciale in tutto il Sud Italia. Io, invece, mi definisco “camaleontico”: sono nato in officina, so usare la pressa, la cesoia e la punzonatrice, ma col tempo mi sono spostato in ufficio per gestire la parte informatica e i sistemi gestionali.
PS: Oggi l’azienda conta circa 80 dipendenti e 20 venditori. Una sfida non da poco.
PF: Decisamente. Gestire 20 venditori in tutta Italia richiede sistemi informatici evoluti, soprattutto perchรฉ il nostro prodotto non รจ mai standard: ogni chiusura รจ realizzata su misura. Non possiamo permetterci errori di progettazione.

PS: Qual รจ stato il momento di “switch” che vi ha reso una grande realtร industriale?
PF: Non c’รจ stato un singolo momento, ma un passo continuo dettato dalle esigenze del mercato. Recentemente abbiamo inaugurato un impianto di produzione per portoni sezionali completamente automatizzato 4.0. Vedere un progetto passare dalla carta a un sistema robotizzato รจ una soddisfazione immensa.

PS: L’ultima foto mostra il vostro ritorno a Stoccarda, ma in una veste diversa.ย
PF: ร stato un momento emozionante. Mio padre era partito negli anni ’70 con la “valigia di cartone” per lavorare in Germania. Tornarci dopo 40 anni come espositori alla fiera piรน importante d’Europa, portando i nostri prodotti, รจ stato il coronamento di un sogno. Un riscatto incredibile per chi, da migrante, cercava solo di essere accettato.
PS: Paolo, ti definiresti un sognatore?
PF: Un sognatore con i piedi per terra. La visione di mio padre mi ha insegnato che per volare alto bisogna restare ben saldi alla realtร .

