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𝙇𝘼 𝙈𝙄𝘼 𝙋𝘼𝙍𝙏𝙄𝙏𝘼 "𝐒𝐓𝐎𝐑𝐈𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐎𝐆𝐍𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈" - Ferraro
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𝙇𝘼 𝙈𝙄𝘼 𝙋𝘼𝙍𝙏𝙄𝙏𝘼 “𝐒𝐓𝐎𝐑𝐈𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐎𝐆𝐍𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈”

🔸𝙇𝘼 𝙈𝙄𝘼 𝙋𝘼𝙍𝙏𝙄𝙏𝘼 “𝐒𝐓𝐎𝐑𝐈𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐎𝐆𝐍𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈” 🎙️𝘜𝘯 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘳𝘢𝘮𝘮𝘢 𝘥𝘪 𝐏𝐀𝐓𝐑𝐈𝐂𝐊 𝐒𝐀𝐋𝐄𝐑𝐍𝐎 𝐎𝐒𝐏𝐈𝐓𝐄 : 𝙋𝘼𝙊𝙇𝙊 𝙁𝙀𝙍𝙍𝘼𝙍𝘼 𝙎𝙏𝙊𝙍𝙄𝘼 𝘿𝙄 𝙐𝙉 𝙎𝙊𝙂𝙉𝘼𝙏𝙊𝙍𝙀 “𝘾𝙊𝙉 𝙄 𝙋𝙄𝙀𝘿𝙄 𝙋𝙀𝙍 𝙏𝙀𝙍𝙍𝘼”, 𝙐𝙉 𝙈𝙄𝙎𝙏𝙊 𝘿𝙄 𝘼𝙈𝙊𝙍𝙀 𝙋𝙀𝙍 𝙄𝙇 𝙋𝙍𝙊𝙋𝙍𝙄𝙊 𝙇𝘼𝙑𝙊𝙍𝙊 𝙀 𝙂𝙍𝘼𝙉𝘿𝙀 𝙋𝘼𝙎𝙎𝙄𝙊𝙉𝙀 𝙋𝙀𝙍 𝘼𝙍𝙄𝘼𝙉𝙊 𝙄𝙍𝙋𝙄𝙉𝙊. 𝙄𝙉𝙎𝙀𝙂𝙐𝙄𝙍𝙀 𝙄 𝙎𝙊𝙂𝙉𝙄 𝙎𝙀𝙉𝙕𝘼 𝙈𝘼𝙄 𝘿𝙄𝙈𝙀𝙉𝙏𝙄𝘾𝘼𝙍𝙀 𝙄𝙇 𝙋𝙍𝙊𝙋𝙍𝙄𝙊 𝙋𝘼𝙎𝙎𝘼𝙏𝙊 “𝙐𝙉𝘼 𝙋𝙊𝙍𝙏𝘼 𝙎𝙐𝙇 𝙁𝙐𝙏𝙐𝙍𝙊”!

𝗣𝗘𝗥 𝗦𝗘𝗚𝗨𝗜𝗥𝗘 𝗟𝗔 𝗣𝗨𝗡𝗧𝗔𝗧𝗔 ⬇️

𝐅𝐀𝐂𝐄𝐁𝐎𝐎𝐊  𝐈𝐍𝐒𝐓𝐀𝐆𝐑𝐀𝐌  𝐘𝐎𝐔𝐓𝐔𝐁𝐄

Intervista a Paolo Ferrara: L’evoluzione dell’eccellenza irpina nelle chiusure civili e industriali

Patrick Salerno: Buonasera. Oggi vi raccontiamo la storia di un irpino che ha scelto di investire su se stesso e sul proprio territorio. Siamo ad Ariano Irpino per incontrare un ospite molto noto e conviviale. Benvenuto, Paolo.

Paolo Ferrara: Buonasera a tutti. Sono qui per raccontare l’esperienza della mia famiglia nel settore delle chiusure civili e industriali. La nostra produzione spazia dai piccoli avvolgibili domestici fino a soluzioni complesse come i portoni sezionali, le serrande industriali e le grandi chiusure per hangar aeroportuali.

PS: Riavvolgiamo il nastro. La vostra azienda è radicata ad Ariano Irpino sin dalle origini, corretto?

PF: Esattamente. L’azienda è nata ufficialmente nel 1983 con mio padre, anche se lui aveva già una lunga esperienza nel settore metalmeccanico. Dopo un periodo come emigrato a Stoccarda, ha scelto fortunatamente di rientrare nel nostro territorio. Oggi vantiamo oltre 40 anni di storia.

PS: Com’è cambiata l’azienda in questi quattro decenni?

PF: Ho ricordi nitidi di quando ero bambino: una piccola officina in uno scantinato, l’odore della saldatrice e della polvere di ferro. La “scintilla” è stata mio padre, ma l’evoluzione vera è arrivata con l’ingresso di mio zio Antonio. Siamo passati dall’essere artigiani locali che servivano il circondario di Ariano a una realtà industriale. Abbiamo cambiato diverse sedi per necessità di spazio; oggi la nostra vecchia sede in via Sant’Antonio è una filiale dedicata alla vendita diretta, mentre il cuore produttivo si è spostato nella zona industriale di Camporeale, dove continuiamo ad ampliarci.

PS: Tu giravi per l’officina fin da piccolo. Hai sempre saputo che saresti rimasto nell’azienda di famiglia?

PF: È stata una crescita fisiologica. Considero l’azienda come un “bambino” che ho visto crescere insieme a me. Ho vissuto ogni sacrificio e ogni difficoltà, assumendomi responsabilità sempre maggiori con il passare degli anni.

PS: Cosa significa far crescere una realtà così importante in un territorio complesso come l’Irpinia?

PF: Significa avere passione. Nonostante le criticità logistiche della nostra zona, la famiglia Ferraro non ha mai pensato di andarsene. Ogni ampliamento è stato fatto qui ad Ariano, per una precisa volontà di restituire valore al territorio che ci ha dato fiducia sin dall’inizio.

paolo massimiliano angelo ferrara antonio ferraro

PS: Parliamo delle foto che hai portato. Una ritrae tuo zio Antonio nel 1982. Cosa rappresenta per voi?

PF: Rappresenta l’affiatamento. Mio padre e mio zio hanno costruito tutto volendosi bene e crescendo insieme. All’epoca eravamo presenti alle prime fiere di settore. La nostra scelta strategica è stata quella di supportare i serramentisti, i fabbri e gli showroom, fornendo loro prodotti complementari. Oggi gestiamo anche commesse enormi, come gli hangar, che richiedono una struttura che le piccole aziende non possono garantire.

PS: C’è un’altra foto che ritrae la famiglia al completo: tuo padre, tuo zio e tuo fratello Massimiliano.

PF: Sì, oggi siamo alla terza generazione. Mio fratello Massimiliano gestisce la parte commerciale in tutto il Sud Italia. Io, invece, mi definisco “camaleontico”: sono nato in officina, so usare la pressa, la cesoia e la punzonatrice, ma col tempo mi sono spostato in ufficio per gestire la parte informatica e i sistemi gestionali.

PS: Oggi l’azienda conta circa 80 dipendenti e 20 venditori. Una sfida non da poco.

PF: Decisamente. Gestire 20 venditori in tutta Italia richiede sistemi informatici evoluti, soprattutto perché il nostro prodotto non è mai standard: ogni chiusura è realizzata su misura. Non possiamo permetterci errori di progettazione.

azienda

PS: Qual è stato il momento di “switch” che vi ha reso una grande realtà industriale?

PF: Non c’è stato un singolo momento, ma un passo continuo dettato dalle esigenze del mercato. Recentemente abbiamo inaugurato un impianto di produzione per portoni sezionali completamente automatizzato 4.0. Vedere un progetto passare dalla carta a un sistema robotizzato è una soddisfazione immensa.

paolo ferrara nina grasso natalia de biase antonio ferraro

PS: L’ultima foto mostra il vostro ritorno a Stoccarda, ma in una veste diversa. 

PF: È stato un momento emozionante. Mio padre era partito negli anni ’70 con la “valigia di cartone” per lavorare in Germania. Tornarci dopo 40 anni come espositori alla fiera più importante d’Europa, portando i nostri prodotti, è stato il coronamento di un sogno. Un riscatto incredibile per chi, da migrante, cercava solo di essere accettato.

PS: Paolo, ti definiresti un sognatore?

PF: Un sognatore con i piedi per terra. La visione di mio padre mi ha insegnato che per volare alto bisogna restare ben saldi alla realtà.

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